Colline del Valdobbiadene On the road in cantina
Nord Italia

On the road tra le colline del prosecco DOCG.

“Quando sei felice bevi per festeggiare. Quando sei triste bevi per dimenticare, quando non hai nulla per essere triste o essere felice, bevi per fare accadere qualcosa.”
Charles Bukowski

Avete mai pensato ad un on the road tra le cantine del prosecco DOCG per conoscere i processi di vinificazione e assaporare i prodotti locali? Vieni con me, ti porto alla scoperta dei luoghi del Valdobbiadene lungo un on the road tra le meravigliose colline Venete, eccellenza Italiana.

Scopriamo insieme questa regione che per biodiversità ambientale e quantità di siti Patrimonio dell’Unesco, è un vero “paradiso terrestre”!

In questo articolo leggerai:

Differenza tra Prosecco DOCG e Prosecco DOC.

La storia di questi due prosecchi inizia proprio da due delle nostre migliori regioni Italiane che sono Veneto e Friuli Venezia Giulia. All’interno di queste due regioni possiamo trovare clima, suolo e territori completamente differenti.

Mappa DOCG e DOC

DOC è l’acronimo di Denominazione di Origine Controllata e, ovviamente, i vini di questa categoria, per avere questa dicitura, devono provenire da un certo territorio delimitato e ben specifico ma, soprattutto, devono avere dei requisiti organolettici e chimico-fisici ben precisi.

DOCG è invece l’acronimo di Denominazione di Origine Controllata e Garantita. Anche le uve di questi vini devono provenire da un determinata e limitata zona geografica. Sono uve di pregio e diventano DOCG dopo che i vigneti vengono classificati DOC da almeno 5 anni.

I vini DOCG, al contrario dei DOC, hanno delle restrizioni prima dell’imbottigliamento, devono superare un’analisi chimica e sensoriale molto severa, fatta da veri e propri esperti in materia.

Come poter riconoscere i due tipi? Sicuramente dall’etichetta.

Il DOCG deve avere nell’etichetta: la ragione sociale o il nome di chi produce, il comune, la frazione e la sede principale, oltre che il volume, la gradazione alcolica e il lotto che permette di capirne l’annata.

La Fivi: una federazione fondamentale per i Vignaioli.

Federazione importantissima per chi coltiva con amore queste terre, è un’associazione nata nel 2008 e a oggi conta circa 1500 viticoltori.

I vignaioli indipendenti sono i custodi di una terra e di una viticultura autentica, sono coloro che promuovo e tutelano la cultura e le tradizioni di una determinata zona d’Italia.

La FIVI parla a nome dei vignaioli con il governo, ma anche con Bruxelles tramite la CEVI (confederazione Europea Viticoltori Indipendenti) e prende parte alle politiche di sviluppo rurali nelle comunità locali.

La loro Mission è molto importante: tutela il lavoro e gli interessi dei vignaioli, prende parte alle politiche sociali e infine, ma non meno importante, valorizza il lavoro del vignaiolo come massima garanzia di specialità del prodotto.

Cosa vedere a Valdobbiadene in un on the road tra le colline del DOCG.

6 Cose da vedere assolutamente a Valdobbiadene.

Piazza Marconi e il Duomo di Santa Maria Assunta:

Se si vuole fare una passeggiata in centro a Valdobbiadene, o se magari alloggiate proprio lì, non potete tralasciare la grande piazza con annesso il suo imponente Duomo “ricostruito” alla fine del 700 in stile neoclassico.

I sassi di Zoe:

Un’incantevole “esposizione a cielo aperto” dello scultore Angelo Favero, detto Zoe, si può ammirare a San Pietro di Barbozza. Sassi minuziosamente raccolti, uno a uno, nel fiume Piave che vengono trasformati in stravaganti e meravigliose sculture.

Si hanno diversi tipi di “sassi”: quello pensieroso, quello sorridente e quello arrabbiato, tutti però con un filo conduttore che li associa un un bellissimo fumetto.

Queste sculture non sono in vendita, ma da turista si possono ammirare un po’ ovunque in paese, addirittura nel bar frequentato proprio da “Zoe”.

Colle San Gallo e il santuario di Collagù.

Per gli amanti delle escursioni e del trekking come me, una delle cose da fare assolutamente in Valdobbiadene anche in un on the road è il sentiero che da Soligo porta a Colle San Gallo e al Santuario di Collagù. Arrivati in cima “al famoso cucuzzolo” (Collagù significa proprio questo) la vista sulle colline del prosecco DOCG vi “ruberà il cuore” e respirerete così la bellezza e la purezza di questi meravigliosi posti Patrimonio dell’Unesco.

Cosa vedere a Valdobbiadene in un giorno.

A Valdobbiadene una passeggiata in Piazza Marconi è d’obbligo. La sua piazza ovale sotto il periodo natalizio è davvero carina. Visitate il Duomo di Santa Maria Assunta, edificio realizzato nel XIII secolo che assume le sue forme neoclassiche solo verso il ‘700. Ammirate la sua facciata maestosa grazie alle sue 4 colonne doriche che sorreggono un architrave sul quale poggia il frontone.

Continuando la passeggiata su Via Piva si arriva a Villa dei Cedri con il suo bellissimo parco annesso, costruita proprio dalla famiglia Piva e ora di proprietà del comune di Valdobbiadene. Immergetevi tra le magnolie, i cedri e le piante d’olivo e godetevi una bera e propria passeggiata “slow”.

Villa dei Cedri.

Tornate in paese per riprendere la macchina e dirigetevi verso “L’Osteria senz’Oste” per mangiare in modo del tutto particolare. La posizione sicuramente vale il viaggio; situato in cima alle colline del Cartizze, vi consiglio di lasciare l’auto in uno dei parcheggi segnalati lungo in percorso e appena fuori san Piero di Barbozza così da passeggiare fino al locale. Quello che vi accoglierà è un vecchia casa colonica dove non ci sono camerieri e tutto è Self-Service. Frigo pieno, tavoli da apparecchiare e gli scaffali imbanditi con tutto il necessario vi faranno vivere un’esperienza senza dubbio unica. Il prezzo? Ogni confezione è etichettata con il suo prezzo quindi al termine del pranzo si paga in modo autonomo alla cassa.

A questo punto, come ultima cosa da fare in un giorno a Valdobbiadene e come degna conclusione di questa giornata è… La degustazione in cantina, ovviamente!

Continuando a leggere potrete trovare il mio on the road tra le colline del prosecco DOCG e quindi prendete spunto per trovare delle cantine di nicchia che possono regalarvi un’esperienza da sogno.

Cosa vedere a Valdobbiadene in un week end.

Dal mio punto di vista Valdobbiadene, ma soprattutto i dintorni, hanno moltissimo da offrire, come i percorsi che trattano la I° Guerra Mondiale per chi ne è appassionato. Iniziate con l’itinerario sopra indicato per il primo giorno e dal secondo giorno esplorate i dintorni iniziando da Molinetto della Croda che dista una trentina di minuti da Valdobbiadene.

Un posto da favola che dopo anni di incuria è stato riportato agli antichi splendori grazie al comune di Refrontolo: un vecchio mulino incastonato tra le rocce con la sua ruota funzionante immersa nell’acqua e con la sua bellissima macina ristrutturata al suo interno. Attraverso il sito internet si possono sapere gli orari esatti per ogni singola stagione.

Molinetto della Croda.

Da qui, passando per Farro, in una ventina di minuti si può arrivare a Cison di Valmarino e scoprire così Castel Brando. Il paese sembra fatto su misura per una passeggiata slow e permette di ammirare ogni singolo angolo nascosto e ascoltare lo scorrere del torrente Rujo. Io l’ho visto con i mercatini di Natale e mi sento di consigliarlo vivamente per il suo artigianato locale. In cima a Col de Moi si eregge il meraviglioso Castel Brando, castello che al suo interno ospita una bellissima struttura ricettiva con spa annessa ma che ospita anche delle sale museo di armi, vestiti e tradizioni locali, che previa prenotazione si possono visitare in completa autonomia.

A questo punto vi consiglio di ritornare verso Valdobbiadene per mangiare alla Trattoria la Cima dove qualità/prezzo e una vista incantevole sui vigneti vi lascerà a bocca aperta.

Panorama dal ristornate “La Cima”.

Come sopra, per concludere al meglio la vostra giornata, vi consiglio la visita di un’altra cantina proprio per capire quanto la differenza di suolo e di altitudine tra una cantina e l’altra può variare i profumi, i colori e i sapori di questa eccellenza Italiana che è il prosecco DOCG.

Dove bere prosecco a Valdobbiadene: il mio on the road tra le cantine del prosecco DOCG.

Ascolta la “storia” in cantina a le Rive de Nadal:

Per arrivare al Ristoro e fare la degustazione bisogna seguire le perfette indicazioni che si trovano sul sito internet del Ristoro Collagù. Dovete attraversare il bosco della collina di Farra di Soligo e immergervi così nei bellissimi vigneti del Galera.

Le Rive de Nadal resta per me una scoperta. Seppur nata e vissuta in una terra dove il vino eccelle e di degustazioni in cantina ce ne sono in ogni dove, aver prenotato una degustazione al Ristoro Collagù de le Rive de Nadal è stata una bellissima esperienza e sin dalla prenotazione ho capito che la professionalità di Franca avrebbe reso tutto più magico.

Sandro il “cicerone” vi porterà a passeggiare per la collina, per farvi scoprire i segreti sia del suolo che del clima che rendono il prosecco DOCG eccellenza Italiana. Vi parlerà di tutti i popoli che si sono susseguiti in quelle zone e di quello che hanno lasciato nel territorio, di come i vigneti si autogestiscano da soli e di come le pre alpi facciano da scudo protettivo al Galera. Di ritorno dalla passeggiata in vigna Franca vi accoglierà al ristoro con tanto di tavola imbandita a dovere per farvi degustare i salumi a km 0 dei fratelli proprietari della cantina Le Rive de Nadal e i loro formaggi di Malga, serviti in abbinamento a fantastici vini frizzanti (Vin col fondo) e prosecchi con un Perlagè delicato ma al tempo stesso che crea un esplosione di sapori in bocca.

Il Ristoro per la degustazione è aperto sia in inverno che in estate. Ci sono vari tipi di degustazione da poter fare compreso, se siete in zona a fare una passeggiata, anche un light lunch fantastico. Vi invito quindi a chiamare Franca per avere tutte le informazioni e per poter prenotare questa magnifica esperienza.

Sentiti a casa in cantina a Col del Lupo;

Per la prossima tappa del mio itinerario on the road tra le cantine del prosecco DOCG ho scelto la cantina Col del Lupo.

Proprio al centro di Vidor, a pochi passi da Valdobbiadene, si trova la “piccola” cantina della famiglia Rosanda. Una cantina con un’identità storica forte che risale sino alla meta del 1900 quando nonno Aldo ereditò da suo padre un piccolo fazzoletto di terra, in pendenza, con una splendida casetta e una vista mozzafiato, chiamato proprio Col del Lupo.

I vigneti di Col del Lupo si sviluppano tutti in collina e con pendenze a volte anche molto ripide, ed è proprio a queste altezze e a queste pendenze che si sviluppa quel meraviglioso prosecco che ho degustato. Ultime informazioni, ma molto importati: Col del Lupo dal 2010 utilizza energia rinnovabile ma non solo, grazie alla pendenza delle sue colline e all’habitat dei suoi vigneti Col del Lupo può vantare una conduzione a regine assolutamente biologico e biodinamico, inoltre, tutte le sue uve vengono raccolte a mano riducendo così il calpestio del suolo da parte dei macchinari.

La figlia Diana e i nipoti Giulia e Marco portano avanti oggi una piccola azienda vinicola, che fa parte della FIVI, con passione e amore. Tutto l’amore e la passione che ho respirato entrando in cantina, sia ascoltando Giulia che con entusiasmo ci ha spiegato i processi di vinificazioni e i diversi prosecchi che erano in degustazione che grazie alla Signora Diana e i suoi piatti perfetti in abbinamento ai prosecchi.

Chiamate Giulia per prenotare una delle degustazioni disponibili e se siete una famiglia in cerca di una cantina che faccia al caso vostro, Col del Lupo organizza degustazioni anche per i più piccoli con un attestato finale proprio per i più piccoli.

Osserva l’arte in cantina a Fasol Menin;

Appena entrata da Fasol Menin mi sono sentita dentro un opera d’arte.

Cantina con una forte identità storica che risale sino ai primi anni del 1800 quando la famiglia dell’omonimo nome costruì il borgo autonomo adiacente la cantina a pochi passi dal centro storico di Valdobbiadene.

Oggi l’azienda è passata in mano alla famiglia Tramet dove menti giovani come quella di Giulia, Alessandro e Alberto portano avanti il tutto con arte, dinamicità e innovazione che sono sicuramente i valori dell’azienda.

Proprio la nota artistica in questi anni ha dato vita ad un parallelismo con il camaleonte, simbolo dell’azienda stessa, essendo questo un animale versatile come il vino stesso che si produce nelle colline del Valdobbiadene.

La visita a Fasol Menin inizia in cantina con uno dei ragazzi che lavorano in azienda, già dalle loro parole si evince la passione e l’amore che è il filo conduttore dell’azienda. Proseguendo attraverso il percorso intorno la cantina si arriva, salendo da una bellissima scalinata a chiocciola, alla sala degustazione dove una decina di tavoli sono lì ad accoglievi per farvi degustare i migliori prosecchi della zona accompagnati da salumi e formaggi locali di ottima qualità.

Una vista magnifica sui vigneti al tramonto vi accompagnerà per tutta la durata della degustazione e grazie a questo, potrete godere di una meravigliosa esperienza.

La cantina organizza diversi tipi di degustazioni, ma anche un fantastico noleggio di e-bike che vi consiglio fortemente per immergervi appieno nei vigneti di questo bellissimo “fazzoletto di terra” e proprio per questo vi invito a chiamare in cantina per prenotare direttamente con loro la vostra miglior esperienza.

Assapora un prosecco Cartizze in cantina da Nani Rizzi;

Infine, ultima visita del mio on the road tra le cantine del prosecco DOCG è stata Nani Rizzi. Appena fuori dal territorio di Cartizze, più precisamente a Guia di Valdobbiadene, l’azienda Nani Rizzi sfoggia una panorama e una location che vi faranno rimanere decisamente a bocca aperta.

Nani Rizzi vanta una storia alle sue spalle di oltre un secolo e la gestione di essa, tramandata alle varie generazioni, oggi è in mano a Denis Spagnol e alle sue bravissime tre figlie che con tutto l’amore e la dedizione del caso portano avanti quella tradizione che nonno Giovanni, conosciuto da tutti a Valdobbiadene come Nani Rizzi, ha lasciato in eredità.

La visita all’interno della cantina viene fatta, anche qui, da uno dei ragazzi che lavorano per l’azienda con una passione e una professionalità ineccepibile. Qui potrete capire e “toccare con mano” tutte quelle che sono le fasi di spremitura, vinificazione (attraverso il metodo Charmat – Martinotti) e imbottigliamento che l’azienda attua, per creare quello che si definisce una delle Eccellenze Italiani che è il prosecco di Valdobbiadene DOCG.

Infine, da Nani Rizzi potrete scegliere attraverso il form nel loro sito se prenotare una visita in cantina con annessa la degustazione oppure fare solo la degustazione. Vi consiglio la visita in cantina se non avete avuto ancora esperienza con il processo di vinificazione del Valdobbiadene DOCG perché, come ho detto sopra, la visita vi farà conoscere anche i vari tipi di vinificazione e soprattutto il metodo che usano per l’imbottigliamento del prosecco DOCG.

Di sicuro, per chi come me è amate del buon bere, decidere di fare un on the road tra le cantine del prosecco DOCG è molto facile, ma voglio consigliare questo tipo di esperienza anche a tutti gli altri perché ho trovato esperienza e professionalità e mi sono sentita anche molto coccolata all’interno di queste storiche cantine.

Hai avuto esperienze di degustazioni in cantina? Quale mi consigli nella tua zona? Scrivimelo nei commenti!

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *